100% pura autodifesa


Un'autodifesa reale deve difenderci da attacchi reali. Un’autodifesa reale deve funzionare contro attacchi da strada: testate a bruciapelo, gomitate strette, pugni improvvisi, calci bassi, bloccaggi, proiezioni a terra, prese e strangolamenti, spinte e tirate, ginocchiate ai genitali, colpi sporchi e imprevedibili. Un’autodifesa reale deve essere efficace e risolutiva contro aggressori più forti di noi, brutali e violenti, magari ubriachi o sotto l’effetto di droghe. Troppo spesso, invece, chi si allena in palestra lo fa con attacchi preordinati portati da un compagno poco determinato, una pratica che non insegna affatto ad autodifendersi, quanto piuttosto a costruirsi una falsa (dunque inutile) sicurezza.

 

Un'autodifesa reale deve proteggere chiunque, anche i più deboli. I calci volanti per strada non funzionano e quasi sempre l'aggressore è più grosso e più forte della sua vittima. Ecco perché un’autodifesa reale non può includere tecniche acrobatiche o spettacolari che richiedano capacità atletiche fuori dal comune, oppure basarsi sulla forza muscolare. Al contrario, deve mettere chiunque in condizione di reagire efficacemente, anche le donne o i soggetti più deboli, indipendentemente dall’età o dalla preparazione fisica.

 

Un'autodifesa reale deve funzionare per strada, non in palestra. Un’autodifesa reale deve essere praticabile in ogni ambiente, sull’asfalto, in luoghi bui e isolati, su terreni scivolosi, nei garage, in un parcheggio in mezzo alle auto, in spazi stretti, in locali affollati, nel sottopassaggio della metropolitana, in una strada piena di gente. Un’autodifesa reale ci deve offrire protezione quando indossiamo abiti che impediscono i nostri movimenti, come dei pantaloni stretti o una gonna, stivali o scarpe con i tacchi. Perché quando verremo aggrediti o molestati non ci troveremo nel comfort della nostra palestra, e non avremo il tempo né di fare stretching né di infilarci la nostra tuta preferita.

 

Un'autodifesa reale deve essere semplice e veloce da imparare. Più tecniche dobbiamo imparare, più tempo servirà per padroneggiarle. Più le tecniche sono complicate e difficili da eseguire, più è probabile che nella realtà non funzioneranno. Ecco perché l’autodifesa deve essere essenziale, senza fronzoli, le sue tecniche devono adattarsi alla maggior parte delle situazioni e soprattutto essere veloci da imparare. Nessuno può dirci se e quando subiremo un’aggressione, e non possiamo aspettare degli anni prima di essere in grado di difenderci.

 

Un'autodifesa reale deve usare l'ambiente come alleato. Per strada non valgono le regole e i codici di lealtà degli incontri sportivi. Un’autodifesa reale deve insegnarci a fronteggiare anche più avversari contemporaneamente, a reagire in modo appropriato davanti alla minaccia di taglierini, coltelli e bastoni, a proteggere eventuali persone che si trovano con noi. Un’autodifesa reale deve rendere l’ambiente un nostro alleato, aiutandoci a trasformare in armi non convenzionali molti oggetti di uso comune come chiavi, ombrelli, giornali arrotolati, cellulari, penne, monete ecc. che possono aumentare in modo esponenziale le nostre possibilità di successo.

 

Un'autodifesa reale deve insegnarci a vincere senza combattere. Quando si vince senza combattere si vince due volte. Ogni aggressione comporta grandi rischi, in termini fisici (lividi, escoriazioni, fratture, ferite gravi, morte), psicologici (traumi, shock, terrore di ritorsioni, minacce ai nostri cari) e legali (denuncia per percosse, eccesso di legittima difesa, richieste di risarcimento danni). Un’autodifesa reale deve insegnarci per prima cosa a riconoscere il pericolo e a prevenirlo. Quando ciò non dovesse bastare, deve darci un metodo semplice per frenare l’escalation ed evitare in tutti i modi lo scontro fisico, mantenendo un corretto atteggiamento mentale e controllando la paura e i nostri stati emotivi. Solo quando le strategie di prevenzione falliscono e il combattimento è ormai inevitabile, ci deve mettere in condizione di reagire in modo efficace e risolutivo.